Il mio codice promozione Totosì Poker è AMICO-75447
Archivio per agosto 2009
Codice promozone Totosì
Pubblicato da promessisposi su agosto 5, 2009
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Lezine di matematica del poker e psicologia del poker
Pubblicato da promessisposi su agosto 2, 2009
Le nuove forme di poker affacciatesi negli ultimi anni in Italia, quali il texas holdem o l’omaha si distinguono per una caratteristica importante rispetto alle vecchie forme di poker da noi giocate, come ad esempio le 5 carte coperte o la telesina: quella delle community card, vale a dire le carte che compongono il Board ( Flop + Turn + River) e che possono essere usate da tutti i giocatori che partecipano alla mano.
La differenza è fondamentale, in quanto il giocare con 5 carte scoperte e comuni ha consentito al gioco una vasta applicazione di concetti matematici e statistici, concetti che difficilmente si sono potuti applicare in profondità ad altre forme di poker.
L’ambito in cui maggiormente si sono concentrati gli sforzi dei “matematici” al gioco è stato quelle del calcolo delle odds, degli outs e delle percentuali.
Sono strumenti di conoscenza fondamentali per ogni buon giocatore di poker dato che da soli forniscono degli ottimi criteri per l’ottimizzazione delle scelte.
Le Odds rappresentano: le probabilità, espresse in termini matematici, che un evento si verifichi.
Ma qual è l’evento che intendiamo misurare in termini probabilistici? E come lo esprimiamo in termini matematici?
Gli eventi possono essere diversi, ma sono tutti funzionali allo scopo principale del poker, che è quello di vincere tutto o il maggior numero possibile delle chips dei nostri avversari. Quindi ad esempio attraverso le odds possiamo misurare la probabilità che la mano in nostro possesso sia la migliore mano preflop oppure possiamo calcolare le odds che la nostra mano migliori sul flop o sul turn. Ancora è possibile attraverso le odds stimare la probabilità che il nostro avversario Foldi ad un nostro Bluff, oppure che chiami ad una nostra ValueBet al river etc. etc.
Possiamo quindi affermare che potremo ottenere le odds sia attraverso un calcolo statistico che attraverso una stima. Per esempio se vogliamo misurare la probabilità di ricevere:

preflop dobbiamo calcolare il rapporto tra il totale delle mani di partenza (1326) e quante tra le mani di partenza saranno proprio AA (6), quindi 1326 su 6 ci dirà che la nostra probabilità di ricevere ![]()
è pari ad 1 su 221 o 0,45%. Altre volte invece dovremo fare una stima, per esempio quando vogliamo aggiudicarci un piatto anche se abbiamo mancato il nostro progetto, dovremo stimare la probabilità che il nostro avversario foldi e decidere di conseguenze l’ammontare corretto della nostra puntata in base a questa stima.
X : 1
In termini matematici le odds si esprimeranno secondo la seguente formula:Dove X rappresentano le probabilità contrarie ed 1 le probabilità favorevoli e si leggerà “ X a uno ” o “ X contro uno”. Quindi per esempio quando le odds che l’evento si verifichi sono
1 : 1
si leggeranno “ uno contro uno ” e significherà che abbiamo le stesse probabilità che si verifichi l’evento favorevole o sfavorevole: un caso classico è quello del lancio della monetina dove testa o croce hanno le stesse probabilità di uscita. Quando invece avremo odds:
5 : 1
vorrà dire che l’evento sfavorevole si verificherà 5 volte più frequentemente dell’evento favorevole: pensate ad esempio al lancio di un dado a 6 facce ed alla probabilità che esca il numero 6.
Spesso siamo abituati a misurare le probabilità in termini percentuali piuttosto che in odds, sono strumenti alternativi ugualmente utili. Vedremo che le percentuali sono particolarmente utili quando utilizzeremo le outs per calcolare le probabilità che la nostra mano migliori, mentre le odds sono utili quando dovremo calcolare le nostre pot odds (vedi lezione su Pot Odds, Implied Odds e Reverse Implied Odds). Dato che tutti e due misurano la stessa cosa, cioè una probabilità, è utile conoscere la maniera di trasformare le percentuali in odds e viceversa.
Ad esempio sapendo che partendo da una coppia la % di chiudere un tris al flop è pari al 12% come lo trasformiamo in odds? Utilizzando il fattore di conversione: se le probabilità a nostro favore saranno il 12%, quelle a nostro sfavore saranno l’88%. Per esprimerle in odds non dovremo fare altro che misurare il rapporto fra l’uno e l’altro, quindi 88 : 12, pari a 7,33 : 1. Quindi quando abbiamo una coppia avremo una probabilità contro 7,5 circa di chiudere tris. Per sapere le percentuali conoscendo le odds dovremo fare invece la seguente operazione: dividere 1 per la somma dei due numeri e moltiplicare *100. Quindi (1 / (7,33 + 1)) * 100 ,pari appunto al 12%.
Prima di continuare una precisazione, le probabilità non sono una certezza, anche di fronte ad una stima perfetta delle nostre probabilità non è detto che un singolo evento si comporti secondo la previsione. Il breve periodo è governato dal caso e soprattutto se giocate un alto numero di mani vi potrà capitare che la vostra scelta anche se giusta non sarà poi premiata in realtà. Potranno passare a volte 20 flop prima di riuscire a floppare un tris, ed altre volte invece flopperete tris per due o tre volte consecutive. Non disperate o non esaltatevi e soprattutto non cambiate il vostro modo di giocare facendovi influenzare dal risultato; se le vostre scelte saranno probabilisticamente corrette potete essere sicuri che il lungo periodo vi premierà.
Eccoci arrivati al nocciolo della questione quindi, come fare a prendere scelte giuste nel lungo periodo. Sisal Poker in esclusiva ha messo a vostra disposizione uno strumento formidabile, Hold’Em Brain.
Hold’Em Brain è un poker odds calculator ovvero un calcolatore di probabilità che ti assiste durante tutte le fasi di gioco offrendoti quote e percentuali di vittoria della tua mano e consigli sulle azioni da intraprendere. Come ogni buon strumento pero’ deve essere utilizzato in maniera corretta, supporterà tutte le vostre scelte dandovi informazioni preziose in tempo reale ma siete voi che dovrete prendere la scelta corretta e spesso non avrete tutto il tempo necessario per effettuare le opportune riflessioni. Per questo motivo vi consigliamo di usarlo anche nella modalità manuale, allenandovi da soli ad analizzare le situazioni più differenti.
Il principio generale è che quando rischiate le vostre chips dovrete avere le probabilità a vostro favore ( vedi Teorema generale sul poker) i il che puo’ essere espresso anche in altri termini: quando pensate di avere la mano migliore dovete puntare o rilanciare, quando stimate di avere la mano peggiore dovete abbandonare a meno che non vi siano offerte pot odds favorevoli.
Essendo il poker un gioco ad informazioni incomplete, dato che non conoscerete mai le carte dei vostri avversari, l’operazione di stima potrà rivelarsi essere estremamente difficile, vi assicuriamo pero’ che se vi abituate a ragionare in questi termini con molta pratica vi riuscirete più spesso di quanto potete pensare.
Un aiuto indispensabile per migliorare questo concetto è dato dalle Outs, uno strumento che vi aiuterà moltissimo nel gioco pre e post flop: le outs rappresentano il numero di carte che vi permetterà di migliorare la vostra mano. Il termine è usato spesso in riferimento ad una mano che deve necessariamente migliorare per essere la migliore. Supponete ad esempio di avere
![]() |
Su seguente flop:
![]() ![]() |
Al momento non avete niente pero’ la vostra mano migliorerà sicuramente se chiuderete scala, quindi con uno dei sette o dei Q rimasti nel mazzo, per un totale di 8 outs. Ma potrebbe diventare la mano migliore anche con una semplice coppia che sarebbe comunque la Top Pair, quindi possiamo aggiungere anche i 3 T e i 3 J ancora rimasti, quindi ancora altre 6 outs per un totale di 14. Una volta determinato il numero di outs possiamo andare a calcolare subito la nostra probabilità di vittoria, espressa in termini di odds o di percentuali. Lo possiamo fare utilizzando la seguente tabella:
|
Outs |
Turn* |
Turn + River** |
Esempi di punti da raggiungere |
|
1 |
2.1% |
4.3% |
set contro overset |
|
2 |
4.3% |
8.4% |
poket pair |
|
3 |
6.4% |
12.5% |
una overcard contro coppa |
|
4 |
8.5% |
16.5% |
gutshot |
|
5 |
10.6% |
20.4% |
medium pair contro top pair |
|
6 |
12.8% |
24.1% |
due overcards |
|
7 |
14.9% |
27.8% |
set contro flush |
|
8 |
17.0% |
31.5% |
straight draw |
|
9 |
19.2% |
35.0% |
flush draw |
|
10 |
21.3% |
38.4% |
gutshot e due overcards |
|
11 |
23.4% |
41.7% |
poket e flush draw |
|
12 |
25.5% |
45.0% |
gutshot e flushdraw |
|
13 |
27.7% |
48.1% |
poket e straight draw |
|
14 |
29.8% |
51.2% |
straight draw e due overcards |
|
15 |
31.9% |
54.1% |
straight flush draw |
|
16 |
34.0% |
57.0% |
|
|
17 |
36.2% |
59.8% |
straight flush draw e poket |
|
18 |
38.3% |
62.4% |
straight flush draw e una overcard |
|
19 |
40.4% |
65.0% |
|
|
20 |
42.6% |
67.5% |
straight draw, flush draw e poket |
|
* Percentuale di migliorare il nostro punteggio al flop avendo la possibilità di vedere solo il turn |
|||
|
** Percentuale di migliorare il nostro punteggio al flop avendo la possibilità di vedere Turn e River |
|||
Quindi utilizzando la tabella possiamo verificare che il nostro progetto a 14 outs ha il 29,8% di chiudersi al Turn ed oltre il 50% di chiudersi tra Turn e River. In termini di odds invece, utilizzando il fattore di conversione possiamo dire che siamo 2.34 : 1 al Turn e 0.95 : 1 Turn + River.
Se vogliamo ottenere una stima veloce ed approssimata della nostra percentuale di vittoria possiamo anche utilizzare due semplice regolette, quella del 2 e del 4:
- Per calcolare la nostra chance di vittoria quando restano ancora due carte da vedere bisogna moltiplicare il numero delle outs per 4
- Se è rimasta una sola carta da vedere moltiplicare le outs per 2
Potete verificare voi stessi dalla tabella come con uno piccolo scarto percentuale la regoletta sia efficace fino alle 15 outs.
Per comprendere appieno le potenzialità degli strumenti appena appresi dovrete studiare la prossima lezione, dedicata alle Pot Odds, Implied Odds e Reverse Implied Odds, ma prima ecco per voi alcuni esercizi per verificare la comprensione di questa lezione.
ESERCIZI PROPOSTI
Esercizio 1
Quali fra le seguenti affermazioni sono vere e quali no:
a) Le odds misurano la certezza di un evento : Vero Falso
b) Le percentuali e le odds sono due unità di misura differenti e sono utilizzate per calcolare le probabilità che un evento si verifichi : Vero Falso
c) Le outs rappresentano il numero di carte che vi permetterà di migliorare la vostra mano : Vero Falso
d) Ogni volta che possedete un progetto a 15 outs e vi restano due carte da vedere dovrete foldare in quanto sfavoriti : Vero Falso
Esercizio 2
Lanciando due dadi a 6 facce, calcolate le odds che la somma dei due dadi sia pari a 7 .
Esercizio 3
Utilizzando Hold’Em Brain in modalità manuale trovate la percentuale a vostro favore di realizzare una coppia avendo AK offsuited come mano iniziale
Esercizio 4
Utilizzando la tabella esprimete le percentuali riferite a progetti a 5, 9 e 12 outs in termini di odds.
Esercizio 5
Mano di Texas Holdem No Limit, voi avete deciso di giocare con
![]() |
il flop è:
![]() ![]() |
Il vostro avversario va in all in e gira le sue carte prima della vostra decisione, mostrando:
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Calcolate il numero di outs che avete per aggiudicarvi la mano e la vostra percentuale di vittoria. Concludete l’esercizio affermando quale sarebbe la vostra scelta, se Fold o Call.
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Psicologia e Matematica del Poker Online
Pubblicato da promessisposi su agosto 2, 2009

Chissà quanti alla lettura del titolo di questa lezione si stanno chiedendo cosa c’entrano la psicologia e la matematica con il poker; per molti il poker è solo un gioco d’azzardo, basato principalmente sulla fortuna combinata con il coraggio e la fantasia. Noi crediamo invece che ci sia qualcosa in più, noi crediamo che l’abilità nel lungo periodo possa prevalere sempre sulla cattiva sorte.
La chiave è proprio questa, cosa vuol dire essere abile nel gioco del poker?
Per noi significa essere a conoscenza delle due discipline che nei rispettivi campi dello scibile umano la fanno da padroni:
- La Psicologia, la disciplina che studia il comportamento degli individui ed i loro processi mentali.
- La Matematica, la scienza dei numeri
Il poker a differenza di altri giochi di abilità come gli scacchi è un gioco di informazioni incomplete, i giocatori hanno informazioni certe solo sulle proprie carte e su quelle visibili, sull’ammontare del piatto e sui valori dello stack degli avversari. Mancano quelle sulle carte degli avversari, quanto più un giocatore è bravo a leggere la mano in possesso dell’avversario tanto più sarà abile nel manipolare il gioco per aggiudicarsi la vittoria. Sono le capacità di lettura quelle che distinguono i giocatori professionisti dagli altri.
Ovviamente l’esperienza, una certa mole di mani giocate e l’affrontare spesso gli stessi avversari aiutano molto a comporre correttamente la mano avversario, ma l’esperienza senza conoscenza è inutile. Per questo motivo si usano la matematica e la psicologia, proprio per arricchire le proprie fonti informative al fine di prendere la decisione migliore.
Per alcuni giocatori professionisti è fondamentale anche il supporto psicologico: l’attività del giocatore è ricca di stress, inoltre un pro deve cercare di esprimere costantemente il suo gioco migliore, l’A-game, dato che è il poker la sua unica fonte di reddito. Molti giocatori usano avere un proprio coach motivazionale, altri frequentano corsi di psicologia, comunicazione non verbale e sicurezza.
Parimenti esistono molti giocatori che sono stati ottimi matematici prima di dedicarsi al gioco del poker, esempio principe è sicuramente Chris “Jesus” Ferguson, famoso per molte cose fra cui i suoi braccialetti, la sua barba ed i suoi challenge, e meno per essere stato un grande matematico. Egli contribuì anche alla realizzazione di algoritmi di randomizzazione per la distribuzione delle carte sulle piattaforme on line.
Adesso vedremo in dettaglio alcune tecniche di studio psicologico degli avversari e li interfacceremo con i size di puntata, concetto matematico che rappresenta il valore del piatto; per altri aspetti matematici più approfonditi rimandiamo alle lezioni successive data l’importanza dell’argomento.
Il primo concetto psicologico da imparare sono i livelli di pensiero, essi rappresentano il processo decisionale di un individuo. Convenzionalmente si indica con un numero: “Livello 0, cosa ho” un giocatore che pensa al livello 0 è preoccupato solo delle sue carte, non pensa a cosa possa avere in mano il suo avversario ma è preoccupato solo dalle carte che sono uscite o che usciranno. Questi giocatori, che troverete frequentemente soprattutto ai tavoli live, tendono a sopravvalutare la forza della loro mano ed hanno una caratteristica, l’ammontare della loro puntata generalmente rappresenta esattamente la forza della loro mano. Una puntata pari al piatto quindi rappresenterà un punto molto forte, una di un quarto di piatto al contrario rappresenterà una coppia piccola od un maldestro tentativo di bluff. Ecco come quindi la matematica si sposa con la psicologia, dall’analisi di un giocatore e dal suo betting pattern riusciamo ad aumentare le informazioni a nostra disposizione.
Livello 2 –cosa ha? Questo tipo di giocatore oltre alla forza della sua mano cerca di immaginare anche le carte in possesso del suo avversario e si regola di conseguenza. Se pensa di essere battuto ma legge un punto non particolarmente forte in mano al suo avversario allora probabilmente proverà a bluffare. Se ritiene che il suo avversario sia battuto ma che chiamerà una puntata non troppo grossa al river allora valuebbetterà.
Livello 3 – Cosa pensa? Questi giocatori oltre a preoccuparsi delle proprie carte e di quelle del proprio avversario penseranno anche a cosa il proprio avversario stia pensando. Si tratta quindi non solo di cosa si ha in mano realmente, ma anche di cosa si stia rappresentando. Ed ecco come la psicologia entra sempre più forte nel nostro gioco, in quanto non stiamo più parlando di valore della mano, ma di forza della rappresentazione. Saranno valutate la storia e la coerenza delle giocate del nostro avversario. Attraverso lo studio dei Betting Pattern avversari, vale a dire il rapporto tra le sue bet e quello del piatto,ecco la matematica, si completerà il processo di selezione della possibile mano del nostro avversario ma anche quello che il nostro avversario sta pensando di noi.
Ovviamente il numero di livelli puo’ continuare sempre più in profondità: io so che lui sa che io so che….. Ma la cosa più importante non è riuscire ad arrivare ad un livello infinito di pensiero, tutt’altro. La cosa più importante è entrare nella testa del nostro avversario, cercare di capire a che livello di pensiero sta ragionando e posizionarsi ad un livello appena superiore al suo. E’ inutile fare giocate troppo sofisticate quando l’avversario si trova ad un livello nettamente inferiore.
Prendiamo ad esempio la seguente mano, un avversario limpa da posizione media mentre noi sul cut off rilanciamo con

Rimaniamo in due ed il Flop recita:


Abbiamo preso coppia e flush draw e correttamente decidiamo di far seguire una continuation bet alla nostra azione, il nostro avversario ci chiama. Il turn:

Il nostro avversario checka ancora, a questo punto noi lo mettiamo su una mano come A con kicker debole oppure una mano tipo KQ o Kj dato che si è solo limitato a chiamare due volte, sia preflop che la nostra bet sul flop e siamo convinti che una sostanziosa puntata sul turn possa indurlo ad andare via, mentre inaspettatamente siamo ancora chiamati. Il river:

Ed il nostro avversario esce puntando mezzo pot. Noi non riteniamo che il 3 possa avere aiutato il nostro avversario dato che lo abbiamo messo su un certo tipo di range (A debole o KQ/KJ) anche perché se avesse avuto A3 un avversario sensato ci avrebbe probabilmente rilanciato sul flop, identico discorso lo possiamo fare per un eventuale set, a questo punto riteniamo che il nostro avversario stia provando a bloccare i nostri tentativi di puntata cercando di impaurirci, e decidiamo di andare in all in per portarci il piatto senza show down. Inaspettatamente veniamo chiamati dal nostro avversario che ci gira
4c 3c
Una mano che ci è giunta completamente inaspettata, che non faceva parte del range che avevamo assegnato al nostro avversario e che invece ci ha battuto. Il motivo per cui siamo stati battuti è stato perché abbiamo applicato male i livelli di pensiero; quando abbiamo puntato lo abbiamo fatto per far andare via il nostro avversario ed invece non sapevamo che stavamo puntando la mano superiore e che quindi stavamo puntando per valore, quando abbiamo spinto al river eravamo convinti di far foldare il nostro avversario ed era invece lui che stava puntando valore. Abbiamo trascurato l’insegnamento che ad una puntata grossa, corrisponde un punto grosso, abbiamo trascurato l’insegnamento che ad un giocatore di livello zero non interessa quali mani possiamo rappresentare ma solamente quello che ha lui in mano.
Una branca della psicologia che ha avuto molteplici e gradite applicazioni è stata sicuramente quella della comunicazione non verbale: ovviamente il suo utilizzo è stato limitato alle sole sessioni live ed il suo uso corretto si è dimostrato realmente proficuo. Ci sono anche corsi dove insegnano queste tecniche fra cui i più famosi sono sicuramente quelli Mike Caro, autore anche di un libro sui Tell, termine con il quale si indicano i comportamenti non verbali e la loro interpretazione. Il motore della lettura dei tell si basa sul fatto che ogni giocatore consciamente o inconsciamente vuole produrre confusione nell’avversario e pertanto attua comportamenti opposti rispetto alla forza della sua mano. Si traduce con il motto “ Forte significa debole e debole significa forte”: ad esempio un giocatore che finge di prendere il piatto mentre state ancora pensando a cosa fare vuole fingere forza, un giocatore che invece appare distratto da altro nonostante sia coinvolto in un piatto finge debolezza.
Ma attenti, se state giocando contro giocatori che conoscono anche loro queste informazioni allora si puo’ correre il rischio che l’avversario sfrutti a suo profitto queste informazioni. Se sembrerà forte potrebbe essere non per fingere, ma perché lo è realmente: siamo ritornati al “ io so che lui sa che…” ed è anche per questo noi riteniamo il poker un gioco di abilità oltre ad essere un gioco meraviglioso…
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Totosì Poker CLUB promozione nuovi iscritti
Pubblicato da promessisposi su agosto 1, 2009
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